Nel 2020, in 75 paesi a basso e medio reddito circa 61 milioni di persone (2,5 percento) vivevano all'interno di aree protette. Se si aggiunge la popolazione che risiede entro un raggio di 10 chilometri, il totale sale a circa 732 milioni di persone (29,5 percento). Nel 2000 i valori corrispondenti erano nettamente più bassi: circa 19 milioni (1,1 percento) all'interno e 258 milioni (15,4 percento) entro 10 chilometri dalle aree protette. Come riferimento si considera una popolazione complessiva di circa 2,48 miliardi di abitanti nei paesi analizzati.
Dati e metodo
L'analisi incrocia la World Database on Protected Areas (WDPA) con dati demografici raster armonizzati a livello globale (GHSL). Un secondo dataset (WorldPop) è stato utilizzato come controllo di robustezza e ha confermato le stime nell'ordine di grandezza. Sono stati considerati 75 paesi in via di sviluppo e emergenti; l'India è stata esclusa perché le segnalazioni nazionali sulle aree protette risultano incomplete nella banca dati internazionale. I dati raster distribuiscono la popolazione su celle di piccola superficie, riducendo distorsioni che possono insorgere con sole delimitazioni amministrative.
Differenze per categoria di protezione
L'IUCN distingue categorie di protezione più rigorose (I–III) e modelli meno restrittivi (IV–VI). Tuttavia quasi il 59 percento delle superfici censite nella banca dati non è classificato secondo una categoria IUCN, il che limita i confronti. Dove è disponibile la classificazione, la maggior parte delle persone vive vicino ad aree meno vincolanti (IV–VI), soprattutto perché queste sono più numerose e occupano superfici maggiori rispetto alle aree a protezione rigorosa.
Fattori alla base dell'aumento
– Crescita demografica in molti paesi – Aumento delle superfici dichiarate come aree protette – Migliore mappatura e dataset armonizzati per confini e distribuzione della popolazione
Rilevanza per conservazione e clima
La vicinanza di vaste popolazioni alle aree protette influisce su biodiversità e integrità degli ecosistemi, ad esempio tramite pascolamento, incendi, piccoli abbattimenti o attività venatorie. Allo stesso tempo le comunità locali adiacenti possono sostenere la protezione tramite sorveglianza, uso sostenibile, conoscenze locali e pratiche adattate. Per il clima la vicinanza è rilevante perché le aree protette spesso conservano ecosistemi ricchi di carbonio, come foreste, torbiere e savane. Quanto più numerose sono le persone immediatamente confinanti, tanto più importanti diventano misure integrate socialmente: alternative di reddito, partecipazione equa e compensazioni per le limitazioni d'uso.
Implicazioni per ricerca e valutazione
Nelle analisi di impatto la "popolazione locale" viene spesso definita tramite buffer di distanza. Le dimensioni qui riportate mostrano quanto sia decisiva una quantificazione chiara di questi gruppi di riferimento: studi che considerano solo pochi villaggi spesso non rappresentano la reale portata delle interazioni. Allo stesso tempo la scelta della distanza del buffer — qui 10 chilometri — influenza i risultati e, di conseguenza, le raccomandazioni di politica.
Lacune nei dati e incertezze
– L'esclusione dell'India riduce la rappresentatività – In molti casi manca l'attribuzione della categoria IUCN – Incertezze nei dati demografici raster, specialmente in aree scarsamente popolate o informali – Il buffer di 10 chilometri è utile ma di natura normativa; distanze diverse produrrebbero numeri differenti
Conseguenze per politiche e pratiche
Prioritaria è la pubblicazione di dati sulle aree protette più completi e aperti, con confini e categorie di gestione coerenti. La pianificazione della protezione dovrebbe considerare sistematicamente struttura e dinamiche demografiche — ad esempio attraverso analisi dei bisogni e processi di partecipazione. Gli strumenti di finanziamento per la conservazione devono ridurre i rischi sociali e al contempo premiare i servizi climatici a lungo termine. Per gli studi di valutazione è essenziale che riferimenti spaziali e scale demografiche siano chiaramente documentati.
L'analisi fornisce un ordine di grandezza robusto del numero di persone che vivono nelle o nelle immediate vicinanze delle aree protette. Ne emerge con chiarezza che una conservazione efficace non può essere separata dalle questioni sociali — e che dati migliori sono la base per strategie di protezione eque, efficaci e resilienti al clima.
Environmental Research Letters
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